Antonio Paolacci
Prezzo euro 12,00 Pagine 218
Isbn 978-88-8372-427-5
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Ed eccola, la flemma. Ecco il ritmo proprio dell'essere umano. Davide lo afferra giusto ora. Guarda gli aborigeni e vede il tempo musicale della natura. Così dovrebbe essere. La calma dell'artigiano, la mollezza perfetta degli indiani d'America o dei bisnonni che pulivano il pesce e falciavano il grano, ecco tutto. L'ansia annebbia la vista. La voglia di essere belli, amati e vincenti impedisce di assistere al presente. L'individualismo sta radendo al suolo la concretezza. Sarebbe ora di smetterla, pensa Davide mentre s'avvia verso la cucina. È la flemma l'unico sintomo della pace.

L'estrema provincia italiana e una città in mutazione, una rete di storie che si pedinano a distanza, tra una Bologna ogni giorno più ostile e l'apparente monotonia di un paesino del Cilento.
Un attore squattrinato che recita monologhi satirici. Un'agente di polizia destinata a scontrarsi tragicamente con lui. Un piano balordo di rapina. Un tredicenne che scopre le possibilità della violenza. Genitori che s'interrogano sul destino dei loro figli. Un'aspirante fumettista che lotta con i propri fantasmi. Un ragazzo che soffoca nel formalismo di provincia fino a concedere alla propria rabbia di attecchire...
Un romanzo scritto al presente, permeato di sonorità rock e pop, che procede per frammenti, immagini e suggestioni, per raccontare una storia di solitudini, irrequietezze e sguardi perplessi, in cui i bambini non sono innocenti, gli adulti sono privi di risposte, i trentenni si chiamano ancora "ragazzi" e tutti, in qualche modo, sembrano incapaci di gestire la loro stessa realtà.

 

Antonio Paolacci è nato nel 1974. Ha vissuto a Torre Orsaia (SA) fino alla fine del liceo, poi si è trasferito a Bologna, dove vive tutt'ora. Si è laureato in Discipline dello Spettacolo. Ha tenuto lezioni all'università e scritto articoli sul cinema. È stato lettore in casa editrice e ha collaborato con alcune agenzie letterarie. Dal 2008 coordina le giurie del premio "Lama e trama" e ha avviato un proprio studio editoriale. Un suo racconto è apparso nell'antologia Amore e altre passioni (Zona, 2005). Flemma è il suo primo romanzo.

Qui il suo blog.

 

Recensioni

La recensione di Marilù Oliva su Thriller Magazine 

Antonio Celano su Il Quotidiano della Basilicata

Giulia Guida su Liberi di scrivere

Barbara Gozzi su AgoraVox

 

L'intervista di Barbara Baraldi su Sickgirl Magazine

 

Un noir che punta dritto all'anima

Ecco un esordiente da tenere d’occhio: Paolacci, classe 1974, già autore di racconti, tenta la strada del romanzo in questa nuova collana ideata e diretta da Luigi Bernardi (uno dei personaggi più affidabili dell’editoria italiana), e, come ci si aspetta da un giovane talentuoso, snobba la via collaudata del romanzo di genere per scegliere una costruzione più difficile e desueta. In Flemma, infatti, il noir è tutto nel primo capitolo: una coppia di giovani fermati da una pattuglia della polizia e perquisiti un po’ troppo rudemente, i nervi che saltano, un’arma che passa di mano, due cadaveri sul selciato, probabile trafiletto in cronaca nera. Il romanzo vero, invece, è essenzialmente una corona di storie, tra cui quelle dei protagonisti della scena descritta, non biografie ricche di eventi ma scavi di solitudini, esistenze sospese ed incompiute, voci strozzate che sembrano attendere dalla sola scrittura dell’autore un profilo che dia consistenza e redenzione. Un attore fallito fabbrica maschere da indossare stancamente ogni sera per un pubblico distratto, un disoccupato indosso a cui il paese ha cucito la nomea dello scemo, una poliziotta dall’anima torpida e dal corpo sgraziato compie meccanicamente i suoi doveri con le sole pause di una svelta sessualità, consumata col compagno di pattuglia. E poi genitori cadenti, speranze morte negli occhi prima di formularsi a voce piena, ma anche la figura breve e luminosa di un adolescente violato: uno stupro di gruppo gli ha dato la determinazione che gli serviva per lasciarsi alle spalle un destino già segnato, e soprattutto dalla paura di muoversi, di vivere. Come l’organo veggente che deve essere, la scrittura di Paolacci si muove tra relitti di parole mai dette a voce piena, illuminando pause e silenzi con tratti sapidi che snobbano il movimento puramente filmico, e arrivano invece dove arriva lo scrittore maturo che nessuna cinepresa può seguire: al paesaggio interiore, alla geografia dell’anima.

Valter Binaghi, Corriere Nazionale, 30 marzo 2008

 

L'ambientazione è la provincia italiana,con le sue mille sfaccettature, le forti emozioni e le innumerevoli sensazioni, ma anche il palcoscenico dei ricordi che scorrono lungo il crinale della vita. Flemma (Perdisa Pop, 217 pagine, 12 euro) non è solo il primo romanzo dello scrittore cilentano Antonio Paolacci, rappresenta anche la fotografia nitida delle esperienze esistenziali che possono intrecciarsi tra un paesino del Cilento arretrato e una opulenta città del nord, apparentemente sviluppata, spesso ostica e dominata da profonde contraddizioni sociali. Paolacci cattura con il suo stile avvolgente e “crudo” nella sua chiarezza. Quasi a voler travasare la sequenza delle storie su un set cinematografico. E le vicende variegate della vita, l’autore riesce a descriverle attraverso una palpabile potenza emotiva che ti prende alla gola, soprattutto quando descrive una società, più che una generazione, irrequieta. Tante storie e un solo comune denominatore: donne e uomini travolti dalle proprie insicurezze, dallo stato d’animo turbato, dalla angustia del presente e le incertezze del futuro. Una vita, tante vite che fluiscono senza sussulti, quasi fagocitate dalla routine quotidiana. Tra le righe emerge, con rimpianto insopprimibile, la calma dell’artigiano, la mollezza perfetta degli indiani d’America o dei bisnonni che pulivano il pesce e falciavano il grano. Sullo sfondo, le “occasioni” per tirare a campare, le “opportunità” per sbarcare il lunario, le inquietudini che fanno “crescere” e spesso deragliare; un destino capriccioso e beffardo, sempre minaccioso, anche verso quelli che sono pronti ad invertire la tendenza. Insomma un affresco di quanto l’ansia possa annebbiare la vista e l’individualismo di questo mondo stia radendo al suolo la concretezza, soffocando la verità, obliterando irrimediabilmente la libertà. L’autore tratteggia uno schizzo esemplare in cui la vita ha una faccia e il suo rovescio: l’amore e il dolore, la dolcezza e la rabbia, la bontà e la malvagità. Ma c’è sempre la speranza -sembra suggerire Paolacci- a dominare l’esistenza di ognuno. Guai però a rassegnarsi all’ineluttabilità degli eventi, rischiando di scivolare dalla Flemma al precipizio dell’indolenza. Perché con un sentimento di ottimismo e una luce di fiducia, Antonio Paolacci ci ricorda che la Flemma è l’unico sintomo della pace. In un meraviglioso messaggio di laica cristianità.

Pasquale Scaldaferri, Roma, 25 marzo 2008

 

Tag: narrativa italiana, Antonio Paolacci, Flemma


PERDISA POP 

A un certo punto, il mondo ha cominciato a correre, e a sommergerci di storie, immagini e musiche. La novità è presto stata un'altra: a quelle storie, quelle immagini, quelle musiche, potevamo aggiungere le nostre. È ancora così, è sempre più così. I libri Perdisa Pop sono un universo in estensione.

WALKIETALKIE Raccontare il mondo in lungo e in largo. Inventare le storie che ci piacerebbe leggere, esplorare la cronaca, intraprendere viaggi sorprendenti nelle produzioni culturali: Walkie per camminare lungo le strade di tutti, Talkie per fantasticarne di nuove.

 

WalkieTalkie è una collana ideata da Luigi Bernardi

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