Recensioni L'opera terza di Elisabetta Bucciarelli, che tecnicamente, come vogliono le regole della collana in cui appare, è una novellette, qualcosa di più di un racconto lungo e qualcosa di meno di un romanzo breve, ma da punto di vista dell'impegno narrativo e della solidità strutturale non ha nulla da invidiare a un romanzo vero e proprio, dimostra non soltanto che l'autrice ha compiuto un salto di status definitivo, passando dal novero delle promesse a quello di presenza affermata nel noir italiano di oggi, ma anche la sua capacità di trattare il genere senza lasciarsi imbrigliare dagli schemi. In fondo il suo personaggio, l'ispettore Maria Dolores Vergani, nasceva con delle caratteristiche molto simili a quelle di tanti personaggi del procedural nazionale, la contrapposizione tra la funzione pubblica e la sensibilità privata, le complicazioni familiari e personali, il rapporto con una corte di comprimari più o meno pittoreschi, e le sue prime indagini erano, alla fin fine, di stampo piuttosto tradizionale, anche se vi veniva esibita una perfidia nettamente maggiore di quella del giallista medio e l'autrice ne approfittava per certi fulminanti scavi sociologici e culturali nella realtà in cui faceva muovere i suoi eroi (che era, poi, quella della borghesia bene della nostra città). In Femmina de luxe, invece, tutto questo resta piuttosto sullo sfondo e la storia si concentra su due personaggi veramente straordinari e il loro destino incrociato: due donne che aspirano, ciascuna a suo modo, a incarnare, costi quel che costi, un modello di perfezione femminile senza rendersi conto che si tratta di un modello altro, di qualcosa imposto dal di fuori. Sono entrambe destinate a pagare, naturalmente, l'una con la vita, l'altra con una profonda umiliazione, ma, se non altro, avranno vissuto fino in fondo la propria contraddizione di oggetti di consumo che non desiderano altro che essere consumati e scusatemi se vi sembro un po' enigmatico,di questa storia non si può proprio raccontare la trama: bisogna scoprirla come ce la propone l'autrice, per brevi, fulminanti illuminazioni. Accanto a loro, comunque, si muovono, in una specie di caleidoscopio impazzito, altre strane figure: frequentatori fuori di testa di gallerie d'arte, suonatori di jazz sciroccati e parecchio infidi, esteti meschini del comportamento sociale e quel misterioso signore che, diciamo così, imbratta di feci le cabine del telefono (alla polizia è noto, infatti, come "l'attaccastronzi") e forse c'entra e forse no. Una trama assolutamente virtuosistica, che procede per quadri staccati e concentra in un centinaio di paginette mignon almeno due percorsi esistenziali, un'indagine poliziesca e una disperata storia d'amore e getta uno sguardo particolarmente acuto sulle nostre quotidiane miserie. Forse non è un noir vero e proprio, ma la cosa, per una volta, non ha importanza.
Carlo Oliva, Radiopopolare 20 ottobre 2008
Olga, guardarobiera alla Scala, è grassa, solare e in cerca disperata di un uomo.
Marta, fisioterapista all’ospedale Niguarda, è bella ma non perfetta come vorrebbe.
Cavallo Lesso, ex tossico di quelli cattivi, suona nei locali jazz.
Il Pazzo dell’Arte è un malato di mente con la fissazione delle cabine telefoniche.
Un uomo misterioso, raffinato e ricchissimo, si accompagna in varie città italiane a donne ai limiti della perfezione fisica.
Le loro storie si intrecciano in una doppia indagine dell’Ispettore Maria Dolores Vergani, già protagonista nei precedenti e fortunati “Happy hour” e “Dalla parte del torto”.
In questa nuova fatica, l’autrice conferma le sue spiccate doti di raffinata narratrice e attenta osservatrice della realtà circostante. Descrive una Milano invernale, gelida ma colorata, con una precisione per i dettagli davvero sorprendente, anche alla luce dell’esiguo numero di pagine del libro.
Un’opera che presenta vari livelli di lettura, a dimostrazione di tecnica sopraffina e sensibilità spiccata.
Massimo Rainer, Milanonera
Nella Milano-pattumiera ecco Femmina De Luxe.
Elisabetta Bucciarelli ha la capacità di usare la scrittura, pagina dopo pagina, come si fa per una partita a scacchi. C’è Milano. C’è nel bene e nel male. Niente città “da bere”, ma una città in cui la Bucciarelli si immerge, senza evitare peccati, segreti, vita marginale e vita stile Vuitton. Il titolo del suo ultimo lavoro è Femmina De Luxe, ed è edito da Perdisa Pop nella collana diretta da Luigi Bernardi. Un piccolo volume, la cui ricchezza è nei personaggi carichi di vita. Si tratta di un noir in cui l’autrice ripropone l’ispettore Maria Dolores Vergani, che abbiamo trovato in Dalla parte del torto (ed. Mursia), alle prese con la scoperta di una giovane donna trovata cadavere.
Intanto c’è chi imbratta le cabine telefoniche di feci. Si, la Milano della Bucciarelli è anche questa: la follia dei suoi personaggi, come Cavallo Lesso, o il Pazzo dell’Arte, e donne alla ricerca di se stesse o che mettono in gioco il corpo che nel libro non è un “valore aggiunto” piuttosto un oggetto di mercato, un status simbol, un mezzo di comunicazione.
Storie che si intrecciano, mondi tanto diversi da essere estremi, il tutto condito da una capacità narrativa che, come dicevo, sembra muoversi su una scacchiera che nel caso specifico è la vita di una città e delle persone con i loro tic, le loro follie, le loro tenerezze.
Ogni capitolo, nella sua brevità, è di grande efficacia. Elisabetta Bucciarelli usa dei “tocchi” che vanno direttamente al senso, un esempio di comunicazione efficace, dirompente, che lascia il lettore nella curiosità di capire come si evolverà la storia.
Un personaggio toccante è Olga. E’ grassa e morbida. Si piace e mangia pasticcini. E’ costumista alla Scala, e mixa la sua vita con la lirica e la ricerca di un uomo che possa darle un affetto vero. Olga è indifesa. Ingenua. E cerca amore nella follia del “Pazzo dell’Arte”, noto psicotico, piuttosto che in Cavallo Lesso, uno che fa musica ma anche altro...
Olga non fa l’amore. Tocca e si fa toccare. “Ci vediamo cosi’ ci tocchiamo?”. Sembra una bambina con quanta semplicità e purezza desidera l’attimo erotico che le regalerà un sogno. In questo gioco c’è tutta la poesia che il suo corpo trasmette.
Troverà mai, nella Milano che non salva più nessuno, il suo amore? E la Vergani risolverà il caso della ragazza ritrovata cadavere? Tutto da leggere Femmina De Luxe! Un’altra ottima prova di Elisabetta Bucciarelli e del suo modo personalissimo, e non affatto scontato, di proporre il noir.
Stefania Nardini, Corriere Nazionale Umbro Adriatico
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Femmina De Luxe ha vinto il premio Bloody Mary Award 2008
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Carla Casazza su Bookavenue.it
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Intervista a Elisabetta Bucciarelli sulla rete svizzera LA1
Tag: narrativa italiana, Elisabetta Bucciarelli, Femmina De Luxe