
Lo sai che notte è questa? La prima dell'Ottava di Pentecaoste." Ormai perennemente al computer Evangelisti sembra una periferica. "Le Tempora d'estate! La notte dei Beneandanti." deglutisce l'Artioli Ben Yusuf. "Proprio così. E il giorno in cui se tutto va per le dritte vediamo finalmente la luce."
Cosa rimane delle azioni dell'uomo se la memoria si perde? Nulla, a parte macerie cosparse di sale sotto le quali la vita nasconde le sue tracce. Un mucchio di sassi, un tetto crollato, una lapide sbrecciata, pagine di vecchi libri che nessuno si cura più di leggere. Strati, che celano nell'inutilità e nell'oblio la chiave dell'uomo e il suo senso. Eppure, anche se consumato dal disco abraviso del tempo, il passato è pur sempre un principio di un principio: quel che è stato è e sarà. E come sarà allora il futuro dell'uomo che non ha più memoria? Nella luce dell'alba che sta nascendo, nello smog della coscienza, le uniche vere macerie all'orizzonte saranno le sue. Attenti a non inciamparvi!
Nella futuribile e multietnica Pianura Padana del 2030 un omicidio apparentemente come tanti, troppo facilmente etichettabile come resa dei conti tra la Milizia e la microcriminalità di tossici o borsaioli, dà il La a questo romanzo che vede come protagonista il professor Ulisse Evangelisti, egli stesso coinvolto nella scena del delitto, e una sua ex-allieva, che avrà molto da dire nell’arco della storia. Una chiave di memoria recuperata nei pressi della vittima, un enigmatico virus che distrugge tutto quello con cui viene a contatto, un celebre sapiente gesuita secentesco, giovani con molto più del terrorista che dell’appassionato di informatica, la peste… Sono indizi di una storia che si dipana su luoghi trasfigurati di un futuro possibile tra Modena, Bologna e l’Appennino in un crescendo di situazioni che vedono mischiarsi il contagio di manzoniana memoria, un passato fatto di codici e misteriosi frasi latine e un futuro colonizzato da un potere mediatico protervo regnante grazie ad ignoranza, superficialità e manipolazione esercitate attraverso la comunicazione distorta. Per raccontare in modo ironico ma realistico di un morbo che non è soltanto corruzione fisica, ma metafora di una condizione umana nella quale egoismi e colpevoli indifferenze sono il vero male, di cui cattivo esempio, opportunismo e sete di potere costituiscono gli untori.
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Guido Mascagni, bolognese, pubblicista, ricercatore universitario e docente presso l'Università "Primo Levi" di Bologna, già direttore di programmi di Italianistica e docente a vari livelli negli USA (Rutgers University, Princeton University, Ohio State University ed altri), è studioso esperto di discipline umanistiche tra cui, in particolare, Letteratura Italiana, Storia Medievale e Storia della Musica. Vincitore del premio letterario di narrativa Ghostbusters, edizioni 1995 e 1993, attualmente opera prevalentemente nel campo dell'Educazione Permanente, svolgendo la propria attività di docente e ricercatore universitario curando in modo particolare la comprensibilità della materia in corsi accessibili a tutti e rivolti ad ogni diverso grado di istruzione. E' particolarmente impegnato in reading su Dante.
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