
Non l'avessi mai sfogliato, quell'album con le foto delle zie e del resto del parentado nelle sue varie ascendenze, discendenze, rami collaterali e compagnia bella. Più mamma andava avanti a sfogliarlo, più inorridivo. Eravamo arrivati alle ultime pagine. Girandole, sfuggì una foto, volò sul pavimento. La raccattai: sembrava più che altro l'immaginetta di un santino, con gli orli listati di nero e una piccola croce al centro del bordo inferiore.
Una famiglia che tesse la propria trama attorno a un’apparenza, con una determinazione tale da finire per crederci, vive in maniera schizofrenica il rapporto con il passato, convinta di poterlo contemporaneamente mummificare e cancellare. Ma una serie di coincidenze significative, che hanno il sapore della sincronicità junghiana, gettano luce sulle storie individuali dei personaggi, e ricordano loro che presto o tardi il passato torna a bussare e a chiedere pegno.
In "Album di famiglia", romanzo dall’intreccio accattivante e coinvolgente, l’elemento imprevisto che scardina gli equilibri è dato dalla energia dirompente di una giovinezza che, estranea a legacci, convenzioni e convenienze, è libera di indagare, dedurre, smuovere, a dispetto del muro di silenzio e di omertà che si trova a dover fronteggiare.
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Gianni Materazzo trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Tripoli, in Libia. Rientrato in Italia, si stabilisce con la famiglia a Bologna dove tuttora vive e lavora, e dove ambienta i suoi romanzi gialli. Pubblicista, insegnante, aiuto-regista, illustratore, grafico pubblicitario, disegnatore di fumetti, nel '74 apre a Bologna la prima e allora unica libreria per ragazzi - ora Città del Sole -, che, oltre a promuovere incontri e dibattiti, col tempo diventa anche un importante punto di riferimento didattico per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo. Non debutta come giallista scrivendo un romanzo, bensì disegnando un poliziesco a fumetti per ‘Orient Express’ , la rivista diretta, all’epoca, da Luigi Bernardi. La storia è tratta da un romanzo di Loriano Macchiavelli, Le piste dell’attentato, e verrà ripubblicata nel 2005 dall’editore Dario Flaccovio in un'edizione per collezionisti. Solo qualche anno dopo si cimenta anche nella narrativa di genere, scrivendo il suo primo romanzo giallo, Delitti imperfetti, e vincendo inaspettatamente il ‘Premio Alberto Tedeschi’ al Mystfest di Cattolica del 1989. Pubblicati sempre dal Giallo Mondadori, seguiranno altri tre romanzi: Cherchez la femme, Villa Maltraversi e I labirinti della memoria. Dai primi tre, la RAI trae altrettanti telefilm (titolo della serie,‘Tre passi nel delitto’), che vengono trasmessi in prima serata con un notevole successo di ascolti e di critica. L’interprete principale dei film è Gioele Dix nei panni stazzonati di Luca Marotta, anomala figura di avvocato. Entra a far parte dello storico ‘Gruppo Tredici’, che raccoglie scrittori di gialli di Bologna e dintorni, molti dei quali ben noti ai lettori del genere. Scrive anche numerosi racconti per antologie e raccolte, oltre che per quotidiani e riviste, come ‘Gioia’, ‘Donna Moderna’, ‘Il Gambero Rosso’. Di lui, Alberto Perdisa ha pubblicato il romanzo Album di famiglia (2006). Il suo sito internet è www.giannimaterazzo.it
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